Locanda del cuore

Storia

La cucina italiana l’ha incontrata a diciannove anni. Nella campagna del Nord Italia ha imparato i sapori di casa, e a Toon, che a quei paesaggi assomiglia tanto, ha aperto con la sua famiglia una piccola locanda.

19 anni

Dopo il cinema

Una sera, tornando dal cinema con la ragazza di allora, Hiro nota una piccola trattoria di pasta. La cucina non gli era mai interessata. Il giorno dopo è già lì, in stivali di gomma, a lavare le pentole.

Una pentola che fuma
dai 26 anni

In Italia

A ventisei anni il primo viaggio in Italia. Dopo la gavetta al Ristorante Osawa di Tokyo, nel 2000 riparte. Con i consigli della famiglia italiana che lo ospita e degli amici lavora in trattorie di cucina del territorio: soprattutto in Piemonte, poi in Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna. È lì che scopre la cucina delle mamme, quella che si può mangiare ogni giorno senza stancarsi mai.

Una tavola italiana
2001

Il tramonto di Toon

Nell’autunno del 2001, rientrato in Giappone per il visto, un amico di Matsuyama lo porta per la prima volta a Toon (allora si chiamava Shigenobu). Il colore del tramonto, la forza semplice dei prodotti della terra, la generosità della gente: tutto gli ricorda l’Italia centro-settentrionale in cui viveva.

I campi d’orzo di Toon
2003–2005

Tokyo, Osaka

Tornato in Giappone, nel 2003 partecipa all’apertura del SADLER TOKYO a Roppongi Hills come chef della panetteria. Nel 2005 diventa chef del PACE di Osaka, fin dal giorno dell’inaugurazione.

Pasta
2008

La locanda

Nel maggio 2008 si trasferisce con la famiglia da Osaka a Toon e apre la Locanda del cuore accanto a casa. L’ispirazione è il fienile dove, in Italia, si ritrovava quasi ogni settimana con gli amici: musica, balli, una tavola lunga. Il nome dice il resto.

Dentro la Locanda
dal 2008

Un ponte tra Toon e l’Italia

La mostra di Carlo Gori al Bansuiso, le rassegne di cinema italiano con il Cinema Lunatic, il Café Bambino gestito dai bambini, la raccolta delle olive sull’isola di Oshima, l’Amitalia Ehime a Imabari. Per Hiro la cucina è anche un modo per legare persone e luoghi.

«Ma è vero che Toon assomiglia all’Italia?» gli chiedono i clienti. «Guardi, sono stato io a dirlo per primo», risponde ridendo.

Carlo Gori

Lo chef e oste

Hiro Aoe (青江 博)

  • Entra in cucina a 19 anni; a 26 il primo viaggio in Italia.
  • 1999: Ristorante Osawa, Tokyo. Dal 2000 di nuovo in Italia: Piemonte soprattutto, poi Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna.
  • 2003: chef della panetteria e cuoco al SADLER TOKYO, Roppongi Hills.
  • 2005: chef del PACE, Osaka.
  • 2008: apre la Locanda del cuore a Toon, nella prefettura di Ehime, accanto a casa.
  • Socio della Federcuochi Club Giappone. Ha curato rassegne di cinema, mostre di pittura e fotografia, corsi di cucina, eventi e conferenze.
  • Coautore di «Mainichi no pasta» (Nihon Bungeisha, a cura dell’Associazione giapponese delle scuole di cucina italiana).

Dolci

Shiho Aoe

Moglie di Hiro, prepara i dolci della tradizione regionale italiana: alla Locanda firma dessert e biscotti. Con l’amica Viola organizza «Italia, una dolce amicizia», incontri intorno ai dolci e all’Italia. Il nome giapponese, «Itaria okashina kankei», gioca con «okashi», che vuol dire dolci ma anche buffo.

Baci di Pantelleria
Pesche dolci
Il cuore del logo

Il cuore del logo l’ha disegnato a mano l’artista romano Carlo Gori: guardando bene, sul bordo si legge la sua firma, «GORI».

Tappe

  1. Apertura a Ushibuchi, Toon
  2. «Carlo Gori» al Bansuiso, bene culturale di Matsuyama: tre giorni di arte, verdure di Toon e l’opera di Ayumi Moriwaki
  3. «1 Che Sono Italia»: cinema e cucina al Cinema Lunatic e al the blue marble
  4. Rassegne di cinema italiano con il Cinema Lunatic
  5. Primo ospite fuori prefettura alla «Giornata dell’aperitivo» di Kochi
  6. Corsi di cucina al basilico con raccolta, al Toon Kankyo Noen
  7. «Café Bambino»: per un giorno i bambini cucinano e servono ai tavoli
  8. Raccolta delle olive con «Italia-zuki» al Popeye’s Club di Oshima
  9. «Amitalia Ehime» all’Harbory di Imabari
  10. Un capitolo nel libro «Shoku to hito» (Fudosha)
La tavolata tra gli ulivi
Tra gli ulivi del Popeye’s Club, Oshima (ottobre 2026)

土と水の恵み

Grazie alla terra

La cucina della Locanda comincia nei campi di queste persone.

J-Wing Farm — Hidenobu Maki

J-Wing Farm — Hidenobu Maki

Kitanoda, Toon

Riso antico (rosso, verde, nero), pomodori San Marzano e altre verdure italiane, la bevanda d’orzo «Mugi no ka». Dal suo campo si vede il paesaggio che Hiro ama di più: le spighe viola dell’orzo nudo che ondeggiano al tramonto d’autunno, come le montagne del Piemonte.

Tsuyuguchi Noen — Masato Tsuyuguchi

Tsuyuguchi Noen — Masato Tsuyuguchi

il vicino di casa

I pomodorini «Aiko» e la zucchina trombetta. Gli Aiko, cresciuti con tanto amore, diventano salsa, pomodori secchi e contorni.

Toon Kankyo Noen — Hiroyuki e Kyoko Watanabe

Toon Kankyo Noen — Hiroyuki e Kyoko Watanabe

Shimobayashi, Toon

Basilico, erbe aromatiche e verdure italiane. D’estate, nel loro orto, i corsi di cucina cominciano con la raccolta.

Tsuyoshi Sawada

Tsuyoshi Sawada

Matsuyama

Lo zafferano coltivato a Matsuyama: l’oro del risotto alla milanese viene da questi pistilli rossi.

Popeye’s Club

Popeye’s Club

isola di Oshima, Imabari

Curano gli ulivi tutto l’anno e fanno tutto a mano: raccolta, cernita, frangitura, imbottigliamento. Ogni autunno arriva l’olio extravergine appena franto.

Family Farm Mise

Shimobayashi, Toon

Verdure italiane senza pesticidi, trevisana compresa. Gli chef che Hiro accompagna qui, anche dall’estero, restano sempre colpiti dalla qualità.

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